LIBIA
LUOGHI DI INTERESSE
TRIPOLITANIA
Già chiamata la “bianca sposa del Mediterraneo”, Tripoli ha mantenuto buona parte del suo fascino. E’ l’unica città della Libia a non aver mai conosciuto periodi di oblio e di abbandono nel corso della sua storia. Fondata intorno al 500 a.C. dai fenici con il nome di Oea, passò, dopo la caduta di Cartagine, sotto il controllo romano e conobbe un periodo di grande prosperità. Il declino dell’impero segnò anche quello di Tripoli, che risorse a nuova vita a partire dalle invasioni arabe. Fu sotto la dinastia dei Karamanli, nel XVIII e XIX secolo, che la città vecchia assunse la sua attuale fisionomia e tale restò fino alla dominazione italiana, quando furono costruiti nuovi quartieri al di fuori della cerchia originaria.
Cuore della città è la Medina, che conserva un’atmosfera particolarmente autentica grazie anche al ridotto afflusso turistico. Ricca di moschee, di hammam (i celebri bagni turchi) e di edifici di grande interesse storico e artistico, la Medina di Tripoli è anche una delle più grandi del Nord Africa. Fra gli edifici più significativi, la Moschea Dargut, l’Arco di Marco Aurelio, la Moschea Gurgi, la Moschea an-Naqa e As-Sarai al-Hamrà, il Castello di Tripoli. Da ricordare la leggendaria Piazza Verde, denominata ufficialmente as-Saha al Khadrà: qui c’è l’ingresso al museo di Tripoli, da qui partono le belle strade che attraversano la città coloniale, qui c’è l’arco di accesso principale della Medina.
Distante circa 67 km da Tripoli, Sabratha costituisce una tappa obbligata per il visitatore appassionato di archeologia. Il sito archeologico, che sorge vicina alla città moderna, ospita il più grande teatro romano d’Africa, costruito alla fine del II secolo e restituito al suo antico splendore da un accurato lavoro di restauro. Il teatro è ornato da 108 colonne corinzie e rilievi in marmo. Gli altri edifici da visitare sono il mausoleo di Bes, inquietante divinità fenicia che veniva rappresentata spesso sulla prua delle navi; i templi di Serapide, di Iside e di Ercole e la Basilica di Giustiniano, un tempo ricca di spettacolari mosaici.
Se si dovesse visitare una sola località della Libia, il consiglio di ogni appassionato di archeologia sarebbe sempre lo stesso: Leptis Magna, il più affascinante sito archeologico romano del Mediterraneo. Importante centro commerciale in epoca romana, iniziò la sua trasformazione urbanistica e monumentale alla fine del I secolo d.C. quando furono costruiti il mercato e il teatro, uno dei più antichi costruiti in muratura di tutto il mondo romano. Il momento di massimo splendore fu sotto la dinastia dei Severi. Nel II secolo, Settimio Severo, nato proprio a Leptis, riempì la sua città natale di splendidi monumenti: l’Arco dei Severi, il foro Severiano e la Basilica. Fra le altre opere ricordiamo: il tempio di Roma e di Augusto, l’Arco di Tiberio, l’Arco di Traiano e le “terme dei cacciatori”.
La fine della dinastia dei Severi coincise con il declino di Leptis Magna, che venne progressivamente abbandonata fino agli scavi archeologici del XX secolo, che la riportarono alla luce.
CIRENAICA
Bengasi, capoluogo della Pirenaica, si trova sulla costa nord-orientale del golfo di Sirte, su un basso promontorio. Seconda città della Libia per numero di abitanti, fu fondata dai Greci e fu originariamente chiamata Hesperides dal mitico giardino delle Esperidi che conteneva le mele d’oro. Dal XV secolo divenne un’importante centro commerciale e tale restò fino alla colonizzazione italiana, che lasciò una notevole impronta architettonica ancora oggi evidente. Durante la guerra subì devastanti bombardamenti che la lasciarono semidistrutta. Anche se non offre particolari edifici o monumenti di interesse storico, la città vecchia è comunque piacevole da girare.
Nell’antichità Cirene fu la più grande città greca dell’Africa ed oggi è il sito archeologico meglio conservato della Cirenaica. Molti edifici vennero modellati su quelli di Delfi. Da visitare il tempio di Zeus, eretto nel V secolo a.C., le cui dimensioni imponenti sono simili a quelle del tempio di Zeus di Olimpia o del Partenone di Atene. Da non perdere, poi, il Ginnasio/Foro, risalente all’età ellenistica, che comprende un ampio spazio aperto ed è circondato di un colonnato dorico; la casa di Giasone Magno, grande sacerdote del tempio di Apollo nel II secolo d.C.; lo Xystòs, una monumentale via di collegamento tra il foro e l’agorà, che serviva come pista di allenamento per la corsa. Inoltre, il “Monumento Navale”, di età ellenistica rappresentante la prua di una nave fiancheggiata da due delfini, su cui si posa una Vittoria aptera (senza ali) e la tomba di Batto, mitico fondatore della città.
Nata per consentire a Cirene uno sbocco diretto sul mare, Apollonia è stata nei secoli parzialmente ricoperta dalle acque e molte delle sue rovine si trovano proprio sul fondo del mare. Molti gli edifici che meritano attenzione: dalle mura, un rettangolo irregolare di circa 800 mt di lunghezza e 250 di larghezza, al “palazzo del Dux”, sontuosa residenza privata e forse sede di una delle massime autorità della città. Da visitare anche la Basilica Occidentale, del VI secolo d.C., la Basilica Orientale, le terme ed il teatro.
Il nome della città la mostra come strettamente intrecciata con le vicende della dinastia dei Tolomei. Tolemaide è stata ancora solo parzialmente scavata ed interi quartieri giacciono ancora sotto terra. Tra i monumenti visitabili ricordiamo la “Via monumentale”, con i resti della fontana delle Menadi, l’Arco di Costantino e la “Casa delle Quattro stagioni”; il Palazzo delle Colonne, una raffinata e lussuosa casa privata impreziosita da colonne, cortili e mosaici; la Piazza delle Cisterne con i giganteschi serbatoi d’acqua della città; la Basilica Occidentale, di epoca paleocristiana. Interessante anche il piccolo museo annesso al sito, che conserva alcuni pezzi di notevole valore e bellezza.
Nel piccolo villaggio di Qasr Libya si trova una straordinaria e solitaria basilica bizantina il cui pavimento era fregiato con 50 bellissimi pannelli che costituiscono il più ricco mosaico cristiano di tutta la Libia. I pannelli, risalenti al VI secolo d.C. e ora conservati in un museo, mostrano immagini di animali, rappresentazioni di città, mostri mitologici e l’unica rappresentazione finora conosciuta del Faro di Alessandria, una delle Sette Meraviglie del mondo.
|