ETHIOPIA
LUOGHI DI INTERESSE
CITTA’ E SITI STORICI
Il nome della capitale, Addis Abeba, in amharico significa “nuovo fiore”. Fondata nel 1886 da Menelik II, per la sua bella posizione e per il clima: la città è situata a 2.500 m di altitudine, dominata a nord dalla catena montuosa dell’Entoto. Nonostante la vicinanza all’equatore, l’elevata altitudine fa sì che qui si possa godere un eccellente clima durante tutto l’anno, con temperature medie di 25° C. Addis Abeba è una città piacevole, con ampi viali di giacarande, musei interessanti e uno dei più grandi mercati all’aperto dell’Africa, il “Mercato”. E’ la città delle sorprese, caratterizzata da enormi diversità e contrasti. I bar e le pasticcerie sono reminiscenze dell’Italia e del Mediterraneo, i mercati all’aperto accolgono un’accozzaglia di persone affaccendate, i treni procedono lenti lungo i boulevards…
Addis Abeba ospita il quartier generale dell’UNECA (United Nations Economic Committee for Africa) e dell’Organization of African Unity.
Da visitare: il Museo Nazionale, che conserva l’ominide Lucy (di cui si possono vedere due calchi in gesso, mentre l’originale si trova negli archivi del museo), il museo Etnografico, che ospita prodotti artigianali e manufatti dell’arte etiopica, la cattedrale di San Giorgio, la cattedrale della Santissima Trinità o di Selassiè (imperatore di cui accoglie le spoglie).
Gondar fu fondata in posizione strategica dall’imperatore Fasilidas nel 1636 e fu la capitale d’Ethiopia per i successivi due secoli. Nella città si trovano una dozzina di castelli costruiti dai vari imperatori durante questo arco di tempo. Per questo motivo è chiamata da alcuni la “Camelot d’Africa”.
Il recinto imperiale, con i castelli reali e le alte mura di pietra, che racchiudono 70.000 mq di superficie, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Oltre ai castelli, bagni e residenze di Fasilidas, un altro sito da visitare è la chiesa di Debre Berham Selassiè, situata sulla sommità di una collina e circondata da mura fortificate. L’interno della chiesa è decorato con magnifici affreschi seicenteschi.
Le origini della città di Axum si perdono nella leggenda. Oggi si presenta come una cittadina modesta ed è difficile immaginare che sia stata la culla di una grande civiltà, eppure Axum è uno dei fiori all’occhiello dell’Ethiopia.
Circa mille anni prima di Cristo alcune tribù originarie dell’Arabia si stabilirono su questa zona; una di esse era chiamata Habasciat (la probabile origine del nome Abissinia). La città è comunque legata alla leggenda della regina di Saba, che dopo aver incontrato il re Salomone a Gerusalemme, al suo ritorno ebbe un figlio, il futuro re Menelik I. Le evidenze archeologiche fanno risalire la città al IV sec. A.C.
Axum era la capitale del regno Axumita, uno dei più antichi d’Africa, in un vitale crocevia commerciale tra Africa e Asia. Le rovine ancora visibili testimoniano un livello di civiltà eccezionalmente alto, in particolare le stele monolitiche in pietra, presenti in tutta la città e che rappresentano uno dei più misteriosi monumenti al mondo. Di rilievo è inoltre la chiesa di Maryam Sion, in cui venivano incoronati i re e che conserva corone e croci in oro, che vengono tuttora utilizzate durante le maggiori festività della chiesa copta. Nella cappella vicino alla chiesa la leggenda vuole che sia conservata l’Arca dell’Alleanza, portata da Menelik al ritorno da Gerusalemme.
Bahir Dar è una piacevole città dai viali ornati di palme. Si trova sulla sponda meridionale del lago Tana. Degni di nota sono il suo mercato principale e il palazzo di Hailè Selassiè, attualmente non aperto al pubblico.
A 30 km dalla città si trovano le cascate del Nilo Azzurro (o “Tis Isat”) che ha origine dal lago Tana. Un tempo erano imponenti, con un’ampiezza di 400 m e un salto di 37 m, ma oggi, a seguito di un progetto idroelettrico, si sono prosciugate e ridotte a un’ampiezza di 4 m.
E’ possibile fare escursioni da Bahir Dar alla scoperta delle 37 isole sul lago Tana: molte di esse ospitano chiese e monasteri di grande interesse storico e culturale, contenenti manoscritti, oggetti d’arte e crocifissi databili all’alba della cristianità.
Degni di nota sono in particolare: l’isola di Zege con il monastero di Ura Kidane Meret e la chiesa di Beta Giorgio; il monastero di Narga Selassiè e Dega Estefanos (accessibile solo agli uomini) sull’isola di Dek, e il monastero sull’isola di Kebran Gabriel, uno dei più affascinanti (anch’esso aperto solo agli uomini).
Lalibela è situata a 2.600 m di altitudine ed è una delle due città sante d’Ethiopia (insieme ad Axum). Fu costruita dal re Lalibela della dinastia Zague, al tempo della caduta dell’impero di Axum nel XIII sec. L’intenzione era quella di renderla la “Gerusalemme d’Ethiopia” e il risultato è visibile nelle undici chiese scavate nella roccia di granito rosa. Le chiese sono divise in due gruppi secondo la loro posizione rispetto al fiume Giordano e sono collegate le une alle altre tramite stretti passaggi sotterranei. Ognuna di esse ha il suo caratteristico stile architettonico, e molte sono decorate con pitture ben conservate.
Dire Dawa, la seconda città dell’Ethiopia, è attraversata dalla linea ferroviaria che collega Addis Abeba al Gibuti, costruita nel XX secolo con l’aiuto del governo francese. La principale attrattiva di Dire Dawa è costituita dai fiorenti mercati, in particolare l’enorme mercato di Kafira, che dà la possibilità di incontrare le tribù locali degli Afar, Somali e Oromo.
A 50 km da Dire Dawa, ad un’altitudine di 1.870 m sul versante meridionale dei monti Chercher, si trova la città di Harar. Con i suoi 368 vicoli concentrati in un solo kmq, le sue 87 moschee e numerosi santuari, i vivaci mercati e la superba architettura e la grande cordialità degli abitanti, la città esercita un’enorme fascino sui visitatori.
Il poeta francese Rimbaud visse qui alcuni dei sui ultimi anni, e la città ospita un museo a lui dedicato.
Il monastero di Debre Damo è situato 86 km a nord-est di Axum, sulla sommità di una cima piatta e completamente circondato da pareti rocciose: è uno dei siti religiosi più importanti dell’Ethiopia. Circa 80 monaci vivono tuttora lì; l’ingresso al monastero è permesso solo agli uomini e si può raggiungere solo scalando la montagna con l’aiuto di una corda, o venendo issati fino in cima dagli stessi monaci.
Tra le città di Adigrat e Makallè ci sono oltre cento chiese rupestri, scavate nella roccia, alcune delle quali sono più antiche di quelle di Lalibela. Una delle più famose, raggiungibile solo dopo aver scalato la parete rocciosa, è Abuna Yemata Gheralta, con affreschi del XVI e XVII sec. Altre chiese, più accessibili, sono Abraha Atsaha e Cherkos Wukro.
PARCHI E NATURA
“Simien” in amharico significa “nord”. 600 milioni di anni fa, le montagne erano un’enorme massa vulcanica; la pioggia e il ghiaccio vi hanno scavato profonde fessure e i fiumi hanno continuato il lavoro di erosione creando un paesaggio di picchi, gole e dirupi. Il parco fornisce l’ambiente naturale a una gran varietà di mammiferi, oltre che uccelli endemici, in particolare il babbuino gelada, lo stambecco abissino e il rarissimo lupo etiopico.
La Dancalia è la parte più bassa dell’Ethiopia, a 116 m sotto il livello del mare; si estende dal mar Rosso fino ai piedi dell’altopiano etiopico e presenta condizioni climatiche quantomai avverse, con un caldo soffocante per quasi tutto l’anno e paesaggi danteschi. L’area contiene meravigliosi esempi di vulcani, anche se solo in minima parte attivi. Le superfici rocciose sono colorate in splendide tinte dovute alle emissioni dei geyser. Nella regione ci sono 30 laghi salati, habitat di una grande varietà di uccelli.
La Dancalia è abitata dalla tribù degli Afar, pastori nomadi dediti anche all’estrazione e al commercio del sale.
Nel sud-est del Paese, il parco è una delle aree più verdi d’Ethiopia, grazie all’abbondanza di acqua: vasti pascoli e foreste di grande bellezza si alternano a brughiere di erica e ginepro. I monti Bale sono conosciuti e apprezzati per la loro fauna endemica, in particolare il lupo etiopico e il nyala di montagna, il tragelafo di Menelik e la talpa gigante.
Le grotte di Sof Omar, sculture naturali scavate dalle acque del fiume Web, sono un dedalo di caverne che si estende per 16 km, con formazioni rocciose naturali di ineguagliabile bellezza.
Il Parco Nazionale dell’ Awash è uno dei parchi più conosciuti dell’Ethiopia, situato a 150 km da Addis Abeba. Prende il nome dal fiume Awasch che ne segna i confini meridionali per scorrere poi verso nord fino alla Dancalia. L’area, intorno al vulcano Fantale, è un’estesa pianura, habitat di antilopi e gazzelle e di moltissime varietà di uccelli.
La Rift Valley è una profonda spaccatura nella crosta terrestre che va dal Medio Oriente al Mozambico (oltre 6.000 km) e che ospita sorgenti calde e cinque grandi laghi, popolati di pesci e habitat di molte specie di uccelli.
Nel Parco Nazionale dei laghi Abiata-Shala è possibile avvistare fiamminghi, pellicani, cormorani, ibis, marabù e molte altre specie.
Una visita al Parco Nazionale del Mago equivale a un tuffo nell’Africa più selvaggia. Si trova nel sud dell’Ethiopia, sulla sponda est del fiume Omo, lungo 1.000 km fino al lago Turkana che per la maggior parte si estende in territorio keniota. Il parco è particolarmente interessante per le tribù che lo popolano, lungo il fiume Mago, in particolare i Mursi, i Karo, i Banna, gli Hamer e i Bodi.
Situato sulla sponda occidentale del fiume Omo, il Parco Nazionale dell’Omo è un parco poco conosciuto e decisamente difficile da visitare, poiché ancora molto selvaggio. Il manto forestale è poco fitto, per cui è più facile scorgere gli animali rispetto a quanto lo sia nel parco del Mago. Il parco è sede anche del popolo dei Mursi, celebri per i loro piattelli labiali di argilla. |